Exhibitions

terzo paesaggio vol 2

Anelo 1997 (Laboratorio Anelo 1997) / Anna Messere / Luca Farina

9 – 30 giugno 2018
Inaugurazione: 9 giugno 2018, ore 19
dj set Divided John

collettiva d’arte contemporanea
a cura di Silvia Moretta
in collaborazione con Christian Ciampoli
cover design: Luca Di Francescantonio
djset a cura di: Divided John

“Frammento indeciso del giardino planetario, il Terzo paesaggio è costituito dall’insieme di luoghi abbandonati dall’uomo. Questi margini raccolgono una diversità biologica che non è a tutt’oggi rubricata come ricchezza.
Terzo paesaggio rimanda a Terzo stato (non a Terzo mondo). Spazio che non esprime né potere né sottomissione al potere.”

Torna, nello spazio indipendente per l’arte 16 Civico di Pescara, l’esposizione collettiva d’arte contemporanea “Terzo paesaggio. Territorio di diversità”, a cura di Silvia Moretta. Gli artisti chiamati ad esporre per il volume II sono:
Anelo 1997 (Roma), Anna Messere (Bologna), Luca Farina (L’Aquila) sono gli artisti che per il II volume della collettiva sono chiamati a dare una nuova lettura allo spazio espositivo del 16 Civico, continuando il richiamo al “Manifesto del Terzo paesaggio” di Gilles Clément (2004), per un progetto inaugurato a novembre scorso.
«Se si smette di guardare il paesaggio come l’oggetto di un’attività umana subito si scopre […] una quantità di spazi indecisi, privi di funzione sui quali è difficile posare un nome. Quest’insieme non appartiene né al territorio dell’ombra né a quello della luce. Si situa ai margini.»
Anche il 16 Civico è uno spazio su cui è difficile posare un nome. Non una casa, non una residenza di artista, non un luogo espositivo. Non solo almeno. Riassume in sé le tre categorie, palesandosi quale “paesaggio domestico” caratterizzato da preesistenza, segnato da una fase di abbandono, determinato visivamente da una decadenza per precisa volontà non dominabile, e da una natura che programmaticamente è lasciata libera di aggredirlo, libera di contaminare gli spazi espositivi. Un paesaggio-ambiente la cui lettura non può prescindere da forti elementi visivi, innestatisi dagli anni cinquanta ad oggi.
Manifestandosi il 16 Civico quale Terzo paesaggio, ed essendo esso per definizione il “territorio della diversità”, programmaticamente accoglie la diversità, nella sua forma e nelle sue presenze: per il secondo Volume della collettiva vi si insedieranno i paesaggi scultorei di Anelo 1997, il sovvertimento dello spazio da privato a pubblico, nelle opere “sacre” di Luca Farina, la terra selvaggia delle fotografie e dei fotogrammi di Anna Messere.
“Terzo paesaggio. Territorio di diversità” precisa, come un Manifesto, il 16 Civico territorio di diversità e di accoglienza, di definitiva riformulazione della definizione di periferia, ovvero di un decentramento che ridefinisce il territorio ponendovi domande e azioni centrali, accogliendo l’arte nel suo significato più ampio di attività umana creativa e creatrice di un’espressione estetica, confrontandosi proficuamente proprio con quegli artisti che Platone, nella Repubblica, avrebbe cacciato fuori dalle porte della città, poiché considerava l’arte, sovvertitrice dell’ordine. Proprio quest’arte sovvertitrice dell’ordine, che Wind colloca nell’ambito del rapporto tra Arte e Anarchia, e per la quale auspicava il recupero della forza folle che è alla sua origine, viene accolta, sollecitata e allevata nel 16 Civico.

Pescara, strada provinciale San Silvestro, 16
3402537653
16civico@gmail.com
FB: 16 Civico
web: https://16civico.wordpress.com/

Orari di visita:
Tutti i giorni, su prenotazione, dalle 18 alle 21

VOLUME II

ANELO 1997 – ARCHITETTURA – U O M O | S P A Z I O
PRESENTAZIONE
Architetture di forme pure, strutture ferrose come diagrammi rappresentano le relazioni fra gli uomini con lo spazio.
Memorie che si strutturano, si fissano in reticoli di cubi e linee e continuano a proiettarsi attorno.
Sentire diviene una forma che occupa uno spazio con cui scontrarsi.
BIO
Pietralata in origine, la chiesa dei frati e l’affetto dei gatti.
Nel piano interrato la meccanica di ferro, fuoco e vernici opache.
Il 1997 accende la coscienza e inizia a ripetersi insoddisfatto.
L’architettura uccide a Venezia e guarisce a Roma.
Nell’ormai solo 1997 un carattere, una personalità,
una relazione, la spiritualità diventano una forma.
Il 1997 privo di tempo e senso rende eterne le mie sensazioni.
CV
Laboratorio Anelo1997 è un laboratorio di architettura e scultura romano.
Espone a Roma dal 2014 presso gallerie d’arte, chiese, ex fabbriche, locali e centri culturali:
Traffic club, Officine Lanificio Pietralata, Cibo Project, C.S. Brancaleone, Lungo Tevere
campo Capoprati, Casa del Jazz, Cappella Orsini, museo geofisico di Rocca di Papa, Nero
Gallery, SinesteticaExpo.
Lavora nel teatro con le compagnie nO (dance first. Think Later) e con i Guinea Pigs portando
i suoi lavori in touneè nazionali.
Nel 2016 è stato invitato a esporre nella sezione curata della fiera d’arte contemporanea
Paratissima di Torino. A Marzo 2017 ha preso parte alla mostra collettiva di design Prossimo
Futuro organizzata dall’Arch Luigi Prestinenza Puglisiche si è svolta presso la Casa
dell’Architettura di Roma a cura dell’Ordine degli Architetti di Roma e dell’AIAC – Associazione
Italiana di Architettura e Critica.
La sua opera Rifrazioni è stata scelta dal Comune di Milano per essere esposta in forma
definitiva presso gli spazi esterni della Fabbrica del Vapore.

ANNA MESSERE
Nata a Vasto nel 1983, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove ha conseguito il Diploma in Pittura e il Diploma Specialistico in Fotografia. Ha partecipato a mostre collettive tra cui “FormAzioni della Luccicanza” a Palazzo Parissi presso Monteprandone(AP) e “Code” presso il Museo Laboratorio di Città Sant’Angelo. Vincitrice di “Live Studio” nel 2015, progetto di residenza artistica della Galleria Metronom di Modena; finalista del Premio Abbado nella sezione Fotografia del 2015. Selezionata fra i sette partecipanti di “Sideways” per Fotografia Europea 2016, sezione On. Nel 2017 è vincitrice della borsa di studio per la Fondazione Carlo Gajani e finalista del Combat Prize e del Premio Francesco Fabbri nella sezione fotografia. Partecipa al progetto “Dummy Photobook”curato da Luca Panaro, con il quale ha esposto presso la Galleria Ciribelli di Bergamo eT-Space a Milano. Attualmente è assistente per l’artista Davide Tranchina. Vive e lavora a Bologna.

LUCA FARINA
2016/2017/2018
Premio Michetti “Fantasmi di Luce – Estetiche visionarie da Michetti al presente”2018 a cura di Silvia Pegoraro, Museo Michetti, Francavilla al Mare, Chieti.
“Maria e la sua gente – Incontro con artisti d’oggi” 2017 a cura di Giuseppe Bacci, Santuario Madonna della Stella, Montefalco, Perugia
Premio Biennale Nazionale di Pittura Murale VI edizione 2017 “la cont-contemporaneità” Casoli di Atri, Teramo.
Abruzzo Contemporaneo “Luoghi d’arte 2017” seconda edizione a cura di Barbara Birindelli e Leo de Rocco, Giulianova.
Premio Vasto 2016 “ Archeologie a venire” a cura di Silvia Pegoraro, presso le Scuderia di Palazzo Aragona, Vasto (CH).
Palazzo Montecitorio, Camera dei Deputati, Sala della Regina “Vo(L)to di Donna” a cura di Silvia Pegoraro con Gabriella Falconi e Anna Carla Marrone.
2005/2015
Luca Farina (1982). Frequenta l’Accademia di Belle Arti del L’Aquila. Nel 2006 consegue la laurea triennale in Pittura e nel 2008 la specializzazione in Beni Storico Artistici. Esordisce giovanissimo, nel 2005, con la personale Sperimentazioni: traduzioni di dimensioni inconsce di un intimo sistema di segni presso il Museo Archeologico Nazionale (Campli, TE). Nello stesso anno, è inserito nella pubblicazione Accademia ’05 – Un album di esercizi, a cura di M. Apa. Nel 2007 realizza la bi personale Corpo nella Microgalleria (L’Aquila) ed inizia la sua collaborazione con la Fondazione Staurós Italiana Onlus e con il Museo Staurós d’Arte Sacra Contemporanea, conseguendo il Corso di perfezionamento in Arte per la Liturgia e partecipando a Giovani Artisti di-segnano il Sacro IV. Del 2008 molte collettive, tra le quali quella al Palazzo della Regione di L’Aquila (Accademia di Belle Arti di L’Aquila per Galleria Incontro); Resistenze-Esistenze (Ex Aurum, Pescara) e Mille di cuori. Forme e colori della ricerca (Villa Borromeo Visconti Litta, Linate). Nel 2009 è al Sacro Convento di Assisi per l’esposizione Ars Pax. Atlante del dialogo e al Seminario Arcivescovile di Lecce per la Quinta Triennale d’arte Sacra Contemporanea di Lecce – Premio Paolo VI. Sempre nel 2009 partecipa a Giovani artisti di-segnano il Sacro con la Beata Angela da Foligno (Castello di Scopoli, TR) ed a 21 Artisti per l’Aquila (Galleria Marte, Roma). Del 2010, Stauros per Onna: cento artisti disegnano la Mad-Onna (Museo d’Arte Sacra Contemporanea Staurós), Circuiti contemporanei, in occasione della giornata dell’arte contemporanea a Teramo, e Affamati presso lo spazio mOHOc di San Benedetto del Tronto. Tra le collettive del 2011, Credere la luce (MAS, Giulianova), con un’opera poi inserita nella collezione stabile del museo. Nel 2012 viene invitato a partecipare alla XV Biennale d’Arte Sacra Contemporanea (Museo d’Arte Sacra Contemporanea Staurós), alla Sesta Triennale d’arte Sacra Contemporanea di Lecce – Premio Paolo VI, alle collettive Creati per Creare – gli artisti ed il sacro a cinquant’anni dal Concilio ecumenico Vaticano II, e ad Amor Mundi – racconto del Verbo Incarnato. Ancora nel 2012 riceve la prestigiosa commissione di una pala d’altare per il Duomo di Campli (TE). Nel 2013 è l’artista copertina per UT, bimestrale di fatti culturali, Stupore. Nello stesso anno collabora con l’artista Paolo Annibali alla realizzazione del portale monumentale in bronzo per il nuovo Santuario di San. Gabriele e partecipa alla collettiva SoVVersi – chiudi al bocca e guarda (Palazzo Pardi, Colonnella TE). Nel 2014 continua il progetto SoVVersi con la prima personale SoVVersi – personale luca farina nello Spazio NovaDea (Ascoli Piceno), dello stesso anno sono la personale curata da Franco B Ghost on papers nello spazio del Roxy Bar (Macerata) e la personale alla galleria L’Idioma di Ascoli Piceno Prima, la visione curata da Giuseppe Bacci e Alessandra Morelli. Ancora nel 2014 è invitato alla bipersonale Maria Mater Tellus, curata da Anna di Corcia, tenuta ad Ischia presso la Torre del Molino con il contributo critico di Lorenzo Canova. Nel 2015 è invitato alla quinta edizione di Credere la Luce per concorrere alla committenza di: Una pala per l’altare della chiesa di Sant’ Anna a cura di Marialuisa de Santis (Museo dello Splendore di Giulianova).

 

fabio mariani_deatramento

Fabio Mariani
DE ATRAMENTO

A cura di Silvia Moretta

16 Civico
Strada provinciale S. Silvestro, n. 16 – Pescara
5 – 27 maggio 2018
Inaugurazione sabato 5 maggio ore 19

Prendi le migliori noci di galla verdi e polverizzale bene come una pasta. Aggiungi la stessa quantità di gomma arabica. Poi metà del loro peso di vetriolo verde. Il vetriolo polverizzalo bene e impasta il tutto nell’albume di una o due uova. Modella l’impasto a forma di palla e ponilo in un recipiente chiuso per evitare l’ingresso dell’aria e della polvere.
Teofilo, Schedula Diversarum Artium,
ricetta per la preparazione di un inchiostro secco da viaggio.

Lo spazio indipendente per l’arte 16 Civico apre le porte, sabato 5 maggio alle ore 19, alla mostra personale di Fabio Mariani, “De Atramento”, (Sull’inchiostro) a cura di Silvia Moretta. Il titolo della
mostra richiama la componente materica precipua delle opere di Mariani, e la lunga tradizione cui fa riferimento: l’inchiostro ferrogallico. Diffuso nel Medioevo, preparato dagli scribi nelle biblioteche e tra le mura dei conventi, la sua origine sembra essere ancora più antica: Filone di Bisanzio (III sec. a.C.) narra di un inchiostro costituito da estratti di noci di galla che rimaneva invisibile finché il foglio di carta non veniva immerso in una soluzione di sali di ferro, facendo assumere alla scrittura il colore nero; Plinio il Vecchio (I sec. a.C., “Naturalis Historia”) suggerisce un metodo per distinguere l’adulterazione del verdigris (acetato basico di rame) con il solfato ferroso: “La frode può essere scoperta con una foglia di papiro che sia stata posta in un infuso di galle di quercia: a contatto con del verderame adulterato, diventa immediatamente nera”, ovvero descrive la reazione tra il catione ferroso – ferro (II) – e l’acido gallotannico che sta alla base della preparazione dell’inchiostro ferro-gallico. La prima testimonianza certa dell’inchiostro ferro-gallico si trova nel libro di Marziano Minneo Felice Capella: scrittore latino di Cartagine (inizio V sec.), è autore di un’opera enciclopedica in nove libri, De nuptiis Mercurii et Philologiae, in forma di favola mitologica misticheggiante, in cui cita una miscela di galle e gomma
arabica.
In Europa la prima descrizione dettagliata sulla fabbricazione degli inchiostri ferrogallici è del monaco tedesco Teofilo, (XI-XII sec.), nel noto trattato “Schedula Diversarum Artium”. Da queste e dalle successive testimonianze, si evince che le ricette concordano tutte sugli ingredienti base: galle, solfato ferroso (copparosa), acqua e gomma arabica. È a questa millenaria tradizione che si aggancia Fabio Mariani, che crea, come un alchimista, il suo inchiostro, cercandone la materia prima sui rami delle querce, ovvero ricavandolo dal tannino delle galle, escrescenze abnormi ed indotte che si trovano su foglie, gemme, fiori o radici delle piante. L’agente che determina la formazione delle galle è spesso un cipinide che deposita un uovo nel tessuto vegetale giovane, facendo crescere la galla tutt’intorno alla larva, che si nutre e sviluppa all’interno di tale escrescenza protettiva.
Come già messo in luce dalla precedente personale di Mariani nella galleria d’arte romana Curva pura, “In nuce”, e dalla critica d’arte che attentamente segue il lavoro dell’artista, facendo provenire la materia dalla natura della noce della galla, l’artista condensa nelle trame della tela la natura stessa. L’inchiostro che anticamente serviva alla scrittura di manoscritti, è utilizzato in modo inedito da Mariani, per la formulazione di un nuovo codice visivo impregnato di natura, un linguaggio del tutto personale, come pura pittura di matrice informale, texture, sgocciolamenti, mai avulsi dalla realtà naturale, che appunto, porta indelebilmente dentro di sè.
Una natura non ritratta, ma che pulsa in forme che rievocano l’infinitamente piccolo, le forme frastagliate delle colonie delle muffe, con il loro schema caotico e imprevedibile, di piccoli batteri brulicanti, o l’infinitamente grande, paesaggi montani o marini, squarci di cielo, in alcuni casi dominati da accenti drammatici conferiti da lampi di aspro colore o dal profondo nero dell’inchiostro sull’alluminio inciso.
Una tela in cui agiscono le forze fondamentali della natura, e una natura che riecheggia viva sulla tela o sulla lamina ad eco dell’animo dell’artista, delle radici personali, che affondano nella montagna abruzzese, nel paesaggio di Canistro (Aq), o delle recenti esperienze, come nelle ultime chiare opere, che conservano la memoria del viaggio nelle fredde terre del nord, in Islanda. Le opere di Mariani vivono in un perfetto equilibrio tra le immagini che riaffiorano nella mente dell’artista, e la scelta, nella sperimentazione delle potenzialità dell’inchiostro ferrogallico, attraverso una costante pratica artigianale, delle “strutture” che gli appaiono significative secondo il suo intelletto e i suoi conflitti e slanci interiori. Compie quasi una cristallizzazione della natura, della chimica e degli elementi liquidi, del rapporto alchemico con la materia, senza alcuna volontà di delimitare ciò che appunto, per assunzione primigenia, è affrancata da ogni costrizione, la natura. I suoi paesaggi, che possono essere infiniti oltre i confini della tela, nascono dalla vivacità e dall’energia di un lavoro che segna le tappe di una evidente maturazione, di una maggiore consapevolezza acquisita sul proprio operare: dalle opere ancora legate a una matrice figurativa (2004- 2009), alla fase più propriamente “informale” (2009-2016), dominata dal colore e da una elevata matericità delle tele, sedi di “paesaggi interiori”, l’approdo al ferrogallico (dalle prime sperimentazioni, nel 2016) segna una svolta già sottolineata dalla recente critica d’arte, affascinata non solo dai risultati del lavoro di Mariani, ma anche dalla personale preparazione dell’inchiostro, dal rapporto artigianale con la materia, dalla ricerca delle componenti primarie, le galle, dalla preparazione della ricetta per il ferrogallico e dalla attrazione, studio e conservazione degli antichi ricettari: «I suoi lavori – su carta, tela e lastra d’alluminio – sono, quindi, oggi, astrazioni più distese, essenziali, di riduzione, e fatte anche di Chimica e Alchimia rianimate da riflessioni contemporanee dove colore, materia e geometrie biomorfe hanno a che fare non solo con la Natura, ma anche con la Memoria e la Storia, e quella dell’Arte; ma anche con la Vita e la sua circolarità. Infatti, quell’inchiostro è considerabile già contenuto in nuce (…) in un organismo che a sua volta racchiude e produce vita. Mariani, in un lungo, lento rituale preparatorio, lo raccoglie nei boschi, lo mescola all’acqua e lascia che questa miscelazione condizioni parte della strutturazione dell’immagine sulla superficie pittorica: campo, questo, dove anche il fattore Tempo ha una sua rilevanza concettualistica nel portare la pittura oltre gli argini del suo specifico e della pura forma» (Barbara Martusciello).
Il 16 Civico, spazio indipendente per l’arte, accoglie in questa personale le opere più recenti di Fabio Mariani, su tela e su lamina metallica, volendosi definire ancora una volta quale un nuovo paesaggio visivo con la “carica” chimica della sperimentazione, della ricerca, della cura di un modus operandi che sa di antico, rinvigorito da un nuovo diretto contatto con la terra abruzzese e con i suoi paesaggi.
Silvia Moretta

BIO
Fabio Mariani

Fabio Mariani nasce a Roma nel 1980.Frequenta l ‘Accademia di Belle Arti di Roma dove si laurea in Scenografia . La sua ricerca pittorica si orienta a indagare le potenzialità e i limiti della materia e traduce, attraverso stratificazioni di colori ad olio,inerti e materiali sintetici, la realtà percepita in un “Universo interiore” ricco di paesaggi e racconti. Le vibrazioni di luce e colore della tavolozza di Mariani svelano il suo senso di spiritualità e libertà, e diventano per lo spettatore uno specchio per l’anima. Realizza scenografie
per spettacoli teatrali e partecipa a Festival quali Festivalteatro Napoli e in quello di Andria nel 2008 con “Come un cane”, regia di Vincenzo Diglio. Lavora anche come incisore e con la tecnica dell’acquaforte realizza l’opera per la copertina del libro “La scampagnata” di Fernando Arrabal pubblicata dalla Pellicanolibri. Altre sue opere sono state scelte per diventare immagine di copertina di libri.Vincitore di numerosi premi. Ha esposto in musei e gallerie in Italia e all’estero.Sue opere sono in collezioni pubbliche e
private. Vive e lavora a Roma.

Mostre Principali
ITALIA
2017 personale “mito rito e storia” presso Philobiblon gallery, Roma, dal 7 al 21 febbraio
2017 personale “IN NUCE” spazio CURVA PURA, ROMA
2016 personale Castanea, castello Manservisi, Castelluccio(BO) a cura di Olivia Spatola
2014 realizza un opera per il Museo Maam, Roma
2014 Mostra collettiva “shock one shot” Arancera di San Sisto, Roma
2014 Mostra collettiva “i loro desideri hanno forma delle nuvole ” takeaway gallery, Roma
2013 Mostra collettiva “Spazio Macsi” (di cui è anche curatore), Roma
2013 Mostra collettiva “Premio Brambati”, Lodi
2013 Mostra collettiva “Spazio Macsi” (di cui è anche curatore) – Roma (RM)
2013 Mostra collettiva “Premio Brambati” – Lodi (LO)
2012 Mostra collettiva – Palazzo Uzielli – Museo Leonardesco, Vinci (FI)
2012 Mostra collettiva – Casa di Dante, Firenze (FI)
2011 Mostra Personale – Libreria “Pellicanolibri”, Roma (RM)
2011 Mostra collettiva “Seguendo il cammino di Marco Polo: artisti italiani dipingono Hangzhou” (Cina) – Fondazione La Masa Bevilacqua, Venezia (VE)
2010 Mostra Bi-Personale “Diverso/necessario” – Palazzo Caetani, Cisterna di Latina (LT)
2009 Mostra collettiva – Palazzo Rospigliosi, Zagarolo (RM)
2008 Mostra collettiva – Museo degli strumenti musicali, Roma (RM)
2007 Mostra collettiva “Sulla Strada del Ritorno” – Museo di porta San Paolo, Roma (RM)
2007 “Segni di contemporaneità” – Museo nazionale di Castel Sant’Angelo, Roma (RM)
2007 Mostra collettiva “Realtà dell’invisibile” – Teatro Tendastrisce, Roma (RM)
2006 1° Biennale d’Arte contemporanea italiana di Lecce (LE)
2005 7° mostra mercato “Immagina Arte in fiera” – padiglione dedicato all’Accademia di Belle Arti di Roma, Reggio Emilia (RE)
2005 Mostra collettiva “Prospettivatre”- centro espositivo “Vittorugo Botti”, Arrone (TE)
2004 Mostra personale “Arte a ombre rosse” – in piazza S.Egidio, Roma (RM)

ESTERO
2015 Archaeology of the layers, presso le Dame artgallery,London
2014 “Sedimenta” solo exhibition, presso Le Dame artgallery, London
2013 “Al Altar de Dios” – Casa de Vacas, Parco del Buen Retiro, Madrid
2012 Mostra collettiva – Henlu Art Gallery, Nanshan Road 202, Hangzhou, Cina
2011 Mostra collettiva “Paris-Rome” – Teatro du Vesinet, Parigi
2011 Mostra collettiva “Salle des Fetes” – Hotel de Ville de Marly le Roi, Parigi

INSTALLAZIONI
2012 “Festival LiberArti” – Montaione (FI)
2010 “Presenze/assenze” – Gravina di Puglia (BA)
RESIDENZE
2017 Residenza internazionale Box Art Cosenza
2011 Residenza in Cina, Hangzhou “Seguendo il cammino di Marco Polo”. Artisti italiani dipingono Hangzhou

Vernissage: sabato 5 maggio ore 19
Chiusura: domenica 27 maggio ore 19
Giorni e orari di apertura: tutti i giorni dalle 18 alle 21 previa prenotazione
Biglietti: ingresso libero
INFORMAZIONI
16 Civico Pescara, strada provinciale San Silvestro, 16
3402537653
16civico@gmail.com

 

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Daniela De Paulis
SCIPIO’S DREAMA cura di Silvia Moretta
16 Civico, Strada provinciale S. Silvestro, n. 16 – Pescara3 marzo – 17 marzo 2018
Inaugurazione sabato 3 marzo ore 18.30Per la personale nello spazio indipendente per l’arte 16 Civico, a cura di Silvia Moretta, da un’idea di Christian CiampoliDaniela De Paulis presenta in anteprima internazionale il progetto “SCIPIO’S DREAM”, realizzato nella fase di avvio, in collaborazione con il radio operatore abruzzese Ennio D’Onofrio, che riceverà da Pescara, in occasione dell’inaugurazione della mostra, un’immagine dell’Italia vista dallo spazio attraverso il satellite meterologico russo METEOR M Nº2.<<“Scipio’s Dream” è il proseguimento della mia ricerca sull’Overview Effect, concettualizzato dal filosofo Frank White. L’Overview Effect, descrive il radicale mutamento cognitivo nella mente degli astronauti dopo aver osservato in prima persona la vista della Terra dallo spazio. La maggior parte degli astronauti riporta infatti una percezione enfatizzata della interconnessione di tutti gli eventi terrestri: climatici, geografici, socio-politici etc.
La percezione della Terra vista dallo spazio è tuttavia un fenomeno riportato da diversi scrittori dell’antichità, tra cui Cicerone. Nel racconto di Cicerone, Scipione Emiliano descrive come, sfinito da un banchetto, dal bere e dal parlare fino a tarda notte, “sono caduto in un sonno più profondo del solito”. Mentre dorme, sogna, e nei suoi sogni sperimenta una mistica rivelazione, una visione del suo possente antenato. Nel sogno, Emiliano incontra lo spirito di suo nonno nel bordo esterno dei cieli, dove gli antichi supponevano che le anime pure dimorassero, vicino agli dei. Quindi, insieme guardano dall’alto in basso le stelle, la terra e le numerose e diverse terre e nazioni disperse sulla superficie del globo. Emiliano esclama: ‘Queste sfere stellate erano molto più grandi della terra. Effettivamente la terra ora mi sembrava così piccola che ho iniziato a pensare meno a questo nostro impero, che equivale solo a un punto preciso sulla sua superficie.
Lo spirito di Scipione Africano il Vecchio, assumendo il ruolo di mentore, proclama a sottolineare la travolgente bellezza e armonia del cosmo a suo nipote, il quale esclama: ‘La scena mi ha riempito di soggezione e gioia. Eppure, per tutto il tempo, non potevo evitare di fissare i miei occhi sul nostro mondo là sotto’ (http://philosophy-of-cbt.com/2013/01/04/the-dream-of-scipio-from-ciceros-republic/).>> (Daniela De Paulis)

In mostra, anche alcuni dei progetti più noti di Daniela De Paulis: “Moon Relay” (2012-13), installazione video che si avvale della tecnologia “Visual Moonbounce”, nata dalla “Moonbounce”, utilizzata dalla “Communication Moon Relay”, progetto militare della US Navy; “Le Voyage dans la Lune” (2012), film composto da 26 immagini delle fasi lunari fornite dall’astronomo britannico Michael Oates (Manchester Astronomical Society) e realizzato in collaborazione con il team di CAMRAS (www.camras.nl) al radio telescopio di Dwingeloo in Olanda; “Writing on the Moon” (2014), commissionato da WORM per il programma radiofonico ‘Ether Snuiven’, e ispirato al romanzo di Italo Calvino ‘Cosmicomiche’; “The family Portrait”, lavoro scelto come immagine della mostra, nato nel 2015 in occasione di un evento live del progetto OPTICKS (www.opticks.info), in collaborazione con Astronomers Without Borders. Dopo aver ricevuto dallo stesso Charles Duke la copia digitale della foto di famiglia, che egli lasciò sulla superficie lunare nel 1972, durante la missione Apollo 16, racconta Daniela De Paulis: <<l’ho inviata sulla Luna come onde radio in collaborazione con un team internazionale di radio operatori. La foto, dopo essere stata riflessa dalla superficie lunare, dopo circa due secondi e mezzo, è stata ricevuta dal radio telescopio di Dwingeloo in Olanda. Dopo l’evento, ho inviato una cartolina postale con la foto stampata a Charles Duke in persona, il quale ha risposto con una mail, dicendo: ‘Daniela, I think it’s amazing you can do that…’ (Daniela, penso che sia incredibile che tu possa fare ciò…).>>

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Daniela De Paulis è un’artista interdisciplinare con sede in Olanda. Espone a livello internazionale, spesso collaborando con altri artisti, scienziati e radioamatori. Ha conseguito una laurea presso l’Accademia di Belle Arti a Roma, e un Master in Media Arts presso l’Università di Plymouth, nel Regno Unito. Dall’ottobre 2009 è la prima artista residente al radiotelescopio di Dwingeloo e ASTRON (www.astron.nl) dove ha sviluppato, insieme al CAMRAS e al team ASTRON, una tecnologia chiamata Visual Moonbounce. Attualmente è ricercatrice ospite presso l’ASCA (Amsterdam School for Cultural Analysis), Università di Amsterdam, sviluppando la sua ricerca sulle trasmissioni interstellari. Dal 2010 collabora con il collettivo internazionale Astronomers Without Borders (AWB), come fondatore e direttore del programma AstroArts. Nel 2013 ha fondato Cabine Voltaire, una pionieristica piattaforma online e collaborativa per dibattiti dal vivo su scienza, tecnologia e scienze umane. Attualmente sta lavorando a un nuovo progetto chiamato “COGITO” per il quale sta collaborando con l’Overview Institute (http://www.overviewinstitute.org/), nonché con neuroscienziati e filosofi. È revisore per il Leonardo MIT Journal e la conferenza di EVA (Electronic Visualization in the Arts) di Londra, oltre che collaboratore regolare di Astronomers Without Borders e www.astroblogs.nl. Ha pubblicato il suo lavoro con il Leonardo MIT Journal, Inderscience, Acta Astronautica e Cambridge University Press. È membro del comitato internazionale SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence) in qualità di relatore per SETI e cultura. Maggiori informazioni sul suo lavoro sono disponibili su www.opticks.info e www.danieladepaulis.com

Un grazie speciale ai radio operatori: Jan van Muijlwijk (CAMRAS), Nando Pellegrini, Bruce Halasz.

INFORMAZIONI
16 Civico
Pescara, strada provinciale San Silvestro, 16
3402537653
16civico@gmail.com
FB: 16CIVICO
INST: https://www.instagram.com/16civico/
WEB: https://16civico.wordpress.com/

Giorni e orari di apertura: tutti i giorni dalle 18 alle 21 previa prenotazione.

INGRESSO GRATUITO

cover design: luca di francescantonio

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TEЯZO PAESAGGIO
TERRITORIO DI DIVERSITA’

Marco De Leonibus / Giuseppina Michini/ Gioele Pomante

18 novembre – 16 dicembre 2017
Inaugurazione: sabato 18 novembre, ore 18.30
collettiva d’arte contemporanea
a cura di Silvia Moretta
16 Civico

Strada Provinciale San Silvestro, n. 16

Lo spazio indipendente per l’arte 16 Civico avvia il 18 novembre la prima collettiva d’arte contemporanea dal titolo “TEЯZO PAESAGGIO”, accogliendo tre giovani artisti: Marco De Leonibus, Giuseppina Michini, Gioele Pomante.

Il richiamo è al “Manifesto del Terzo paesaggio” di Gilles Clément (2004), testo che abita nello spazio del 16 Civico, passando di mano in mano, letto individualmente e collettivamente da chi ha reso uno spazio abitativo, un progetto di frontiera.
“Se si smette di guardare il paesaggio come l’oggetto di un’attività umana subito si scopre … una quantità di spazi indecisi, privi di funzione sui quali è difficile posare un nome. Quest’insieme non appartiene né al territorio dell’ombra né a quello della luce. Si situa ai margini.”
Manifestandosi il 16 Civico quale Terzo paesaggio, ed essendo esso per definizione il “territorio della diversità”, il progetto programmaticamente accoglie la diversità, nella sua forma e nelle sue presenze: può essere visto come “un territorio per le molte specie che non trovano spazio altrove” (“Carattere” del Terzo paesaggio) e come “la parte del
nostro spazio di vita affidato all’inconscio. Profondità dove gli eventi si accumulano e si manifestano in modo, all’apparenza, indeciso” (“Rapporto con la cultura”, 4), per “Immaginare il progetto come uno spazio che comprende riserve, domande da porre”; “Considerare la non organizzazione come un principio vitale grazie al quale ogni organizzazione si lascia attraversare da lampi di vita”; e “Avvicinarsi alla diversità con stupore” (“Manifesto”).
La prima collettiva “Terzo paesaggio” definisce come un Manifesto il 16 Civico quale territorio di diversità e di accoglienza, di riformulazione della definizione di periferia, intesa decentramento volto a ridefinire il territorio ponendovi domande e azioni centrali, accogliendo l’arte nel suo significato più ampio di attività umana creativa e
creatrice di un’espressione estetica, confrontandosi proficuamente proprio con quegli artisti che Platone, nella Repubblica, avrebbe cacciato fuori dalle porte della città, poiché considerava l’arte sovvertitrice dell’ordine. Ed è l’arte sovvertitrice dell’ordine, che Wind collocava nel territorio del rapporto tra Arte e Anarchia, e per la quale auspicava il recupero della forza folle che è alla sua origine, viene accolta, sollecitata e allevata nel 16 Civico.
La prima collettiva “Terzo Paesaggio” accoglie:
MARCO DE LEONIBUS
Nasce nel 1993 a Pescara.
Vive e lavora a Città Sant’Angelo (PE).
Frequenta il corso di scultura presso l’Accademia di Belle Arti di L’Aquila. Ha frequentato, partecipando al programma Erasmus, l’Università Aristotele di Salonicco (Grecia) e la Scuola Superiore di Arte e Design di Caldas Da Rainha (Portogallo).
Lavora come musicista e artista visivo, utilizzando diversi linguaggi in modo sinergico.
Ha partecipato all’organizzazione di eventi culturali con l’associazione “Ruva” (festival “Code”, Cinelaboratorio).
Mostre collettive:
“(Con)fusioni – Omaggio a Opalka 1965/1-∞” a cura di Piotr Hanzelewicz, / Lanciano – 2012 “L’orto dell’arte” a cura di Carlo Nannicola, Marcello Gallucci, Lea Contestabile / Ortucchio – 2014 “Vanishing point / Between land & sky” a cura di Dimitris Michalaros, Anthi Argyriou, Panagis Koutsokostas / Kalamaria, Salonicco – 2016 “Non contate sul mio passaggio” a cura di Enzo De Leonibus / Museolaboratorio, Città Sant’Angelo – 2017
GIUSEPPINA MICHINI
Nasce nel 1983 a San Nicolò Tordino (TE).
Laureata in Beni culturali e ambientali con specialistica in Storia e tecniche delle produzioni artistiche e artigianali presso l’Università degli Studi dell’Aquila (2013). L’interesse per l’archeologia l’ha portata a dedicare particolare attenzione alla ricerca archeologica degli acquedotti antichi dell’aquilano. È autrice di testi poetici e ha ricevuto numerosi riconoscimenti per la poesia e l’arte contemporanea.
Mostre personali:
“Cromosomi dell’anima” Zoom-Art Teramo 2012
“Opere primitive”: Tenuta Cerulli Spinozzi Canzano (TE) 2014
“Zolle nello spazio” Kairòs Teramo settembre-ottobre 2014
“Un’arte in fieri” Pharos Teramo 7-14 febbraio 2015
Mostre collettive:
“Artisti in via Carducci” Teramo 2012
“Credere la luce 3 e 4” Museo d’arte dello Splendore Giulianova (TE) 2013-2014
“Art.de.Vivre.” Nerito di Crognaleto (TE) 2013
“Shop-Art” Teramo (dicembre 2013)
“Degustando l’arte” sala comunale via N. Palma, Teramo (22 marzo 2014)
“Coloriamoci sopra” Bisenti (TE) 2014
“Weekend’Arte” Montorio (TE) 2015
“RipattoniArte” Ripattoni (TE) 2016
“Il ‘campo’ dell’arte” Mosciano Sant’Angelo (TE) 2017
GIOELE POMANTE
Nasce nel 1993 a Pescara.
Diplomato presso il liceo Artistico. Diploma accademico di primo livello presso l’Accademia di Belle Arti di L’Aquila (A.A. 2015-16) Pittura.
Nel 2014 è tra gli organizzatori dei cicli di mostre “Dialoghi” e “Monologhi” presso il GamaStudio (L’Aquila).
2014 partecipa alla 3 ° edizione di “Orto dell’Arte” mostra d’arte contemporanea – Ortucchio.
Partecipa alla mostra dell’Accademia di Belle Arti L’Aquila, L’Aquila contemporanea plurale “FOYERISTI”-Coordinamento mostra: Cecilia Canziani, Bruna Esposito, Matteo Ludovico, Sergio Sarra, Italo Zuffi – Presso l’auditorium Renzo Piano, L’Aquila 2016.
Workshop_residenza RITRATTO A_MANO3.0 04-11_Luglio_2016_Gianni Caravaggio, a cura di Giuliana Benassi e organizzato da Angelo Bucciacchio e Giuseppe Pietroniro.
FUORI USO “avviso di garanzia” a cura di Giacinto Di Pietrantonio e Simone Ciglia, Pescara 2016.
PAESAGGI ELETTRONICI 15-16/10/2016-MACRO Museo d’Arte Contemporanea di Roma.
Progetto Erasmus periodo di studio di un semestre 2016/2017 presso ArtEZ School of Art, Arnhem, Olanda. Insegnante Tutor Alicia Framis.
Ha partecipato come performer nell’opera di Allora & Calzadilla, Revolving Door, 17-18/12/2016 presso il Museo d’Arte Contemporanea di Arnhem, Olanda. Mostra collettiva presso Museolaboratorio di Città S.Angelo a cura di Enzo De Leonibus.
COVER DESIGN
Luca Di Francescantonio

 

 

Piotr Hanzelewicz
CON CURA
A cura di Silvia Moretta
 
16 Civico, Strada provinciale S. Silvestro, n. 16 – Pescara
14 ottobre – 4 novembre 2017
Inaugurazione sabato 14 ottobre ore 18.30 – Giornata del Contemporaneo AMACI
 
 
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Lo spazio 16 Civico è lieto di presentare la mostra personale di Piotr Hanzelewicz, “Con cura”, a cura di Silvia Moretta, che sarà inaugurata sabato 14 p.v. alle ore 18:30. La mostra, organizzata in collaborazione con l’associazione culturale OPUS, in occasione della Giornata del Contemporaneo, indetta da AMACI il 14 ottobre, sarà visitabile fino al 4 novembre.
La mostra, significativa anche per l’imminente addio del conio delle moneta da 1 centesimo di euro, dichiarato dal nostro Governo, materia e pretesto materiale per la riflessione dell’artista, prende ispirazione, per il titolo, dal film “Scacco mortale” (1992), in cui si rivelano le tre regole d’oro per giocare a scacchi: “Con cura, con cura, con cura”. Una reiterazione che permette di meditare come un mantra, amplifica un unico significativo concetto, quello dell’avere cura, del mettere cura alle cose, ovvero attenzione, premura, sollecitudine. Le tre regole si condensano, nel titolo della mostra, in un unico concetto, che però si apre a molteplici significati e valori: la cura con cui P.H. si accosta al suo meticoloso lavoro, che non si identifica nell’impossessarsi di un atteggiamento scientifico; nella cura del sé come persona; e nella cura, intesa come curatela, una buona curatela, che si è fondata sulla collaborazione ideativa con l’artista.
Piotr Hanzelewicz 
 MOSTRE PERSONALI
2017 – “Con cura” 16 Civico (Pe) a cura di Silvia Moretta – “Per aquam ad astra – amaryllis”– Curva Pura (Roma) a cura di Michela Becchis // 2016 – “Cose pronte da non usare”– con Gianni Colangelo MAD – Asilo Occupato (AQ) a cura di Opus // 2015 – “Piccole cose di poco conto (studi)”– Polarville (AQ) // 2014– “Sotto le stelle” (Ventinovegiorni) – Spazio Menexa – Roma – testo critico di Paolo Aita // “All’ombra del pavone” – Biblioteca del Senato – Roma a cura di Michela Becchis // 2013 – “Opus fragile” – Palazzetto dei Nobili/Oratorio di S.Giuseppe dei Minimi – (AQ) a cura di Antonella Muzi // “Laborioso laborioso laborioso” – Istituto Polacco di Roma a cura di Franco Speroni con testi in catalogo di Alberto Abruzzese e Michela Becchis // 2012 – “Melancholia” – Casa studio dell’artista – prove pubbliche – Tornimparte (AQ) // “L’inquilino lascia il terzo piano” – Calaluna – S.Vito Chietino (CH) a cura di Nico Mangifesta // 2011 – “L’inquilino del terzo piano” – Museolaboratorio – Città S. Angelo (PE) a cura di Enzo de Leonibus con testi di Teresa Macrì e Marco Patricelli
– SELEZIONE MOSTRE COLLETTIVE
2017 – “Face to face” – ex carcere di Montefiascone (VT) a cura di Giorgio de Finis // “Happening! 2” – Antiquarium Metaponto e Marina di Ginosa (TA) // “Confusioni” – Auditorium Diocleziano – Lanciano (CH) //“TRENTA3” – Galleria Rosso27 (Roma) testo critico di E. Marcenaro // “Piccole cose di poco conto” – Fondamenta – INSIDEART (Roma) a cura di 11HellHeaven // 2016 “Eroina all’Asilo” – Asilo Occupato (AQ) // “Galleria Corso Ovidio” – a cura di MAW – Sulmona (AQ) // “No_Place .03” – Premio Suzzara (MN) // “Mezza Galera” – a cura di Giorgio de Finis – Montefiascone (VT) // “Abruzzo Contemporaneo” – a cura di B.Birindelli e L. di Rocco – Penne (PE) // “No_Place .02” – Castello di Fombio (PC) // “Da D’An” a cura di C. Ciampoli e L. Zappacosta (PE) // “Methamorphosis – Beyond the shape” a cura di R. di Giannantonio (MAW – Sulmona, AURUM – Pescara) // “Still (life)” – Asilo Occupato (AQ) // 2015 “Siam come le lucciole” – Palazzo Gromo Losa a cura di S. Gavioli e Bi-Box Art – Biella (TO) // “Exagon” – Asilo Occupato (AQ) // “Portafortuna” – Spazio Varco (AQ) // “TrY (Trebisonda route Spazio Y)” – Centro per l’Arte Contemporanea Trebisonda – Perugia // “Bo_Cs Art” a cura di A. D’Ambruoso (CS) // XVIII Biennale di Penne e Nocciano – a cura di A. Zimarino e M. Lolli – Mamec (PE) // “Naked lights” – Teatro Tordinona – Roma a – cura di P.L.M. Pacentini e L. Palmieri // “Serci” intervento per “Arte in Caserma” – Area Metro Pietralata – Roma – a cura di M. Becchis // “Off Site Art” – Art Bridge – progetto di arte pubblica (AQ) // “INCODEC. Ricerche regionali di video arte.” a cura di Inangolo, selezione M. Sconci – MuSpAC – (AQ) // 2014 – “Portafortuna” – Spazio Y – Quadraro – Roma // “Artsiders” – Galleria Nazionale dell’Umbria – (PG) a cura di F. De Chirico e M. Mattioli // “Feeling” – Studio Candeloro, Casoli (CH) // “Quasi un euro” – Artefiera (BO) – stand MU6 – a cura di G. Galli // 2013 – “Cena d’Artista” – 2011Store (AQ) // 2012 – “Premio Terna 04” (selezione) // “Tempo riflesso” rassegna video – a cura di C. Nannicola (AQ) // 2011 – ”Oltre Roma” – CIAC castello Colonna Genazzano (Roma) a cura di C.L. Pisano // ”Timely” – Kuhturm, Leipzig (D) – (selezione W. Kun) // 2010 – “Premio Terna 03” (selezione) // “Premio Razzano” – Museo ARCOS – Benevento // “Annotazioni contemporanee” – Museolaboratorio ex manifattura tabacchi – Città S. Angelo (PE) a cura di A. Pugliese // “Officine dell’Umbria” – Lucarini Contemporary – Trevi (PG) a cura di M. Predicatori e M. Coccia // 2009 – “Fresh Paint” – Aratro Università degli studi del Molise (CB) a cura di L. Canova // “Godart 2009” Museolaboratorio ex manifattura tabacchi – Città S. Angelo (PE) a cura di E. de Leonibus // “Usine de Reve” – 26cc Gallery – ROMA a cura di S. Vedovotto e C. Casorati // 2008 – “Versus XIV” – Velan Gallery – (TO) a cura di F. Referza // “XIII Biennale di Arte Sacra” – Fondazione Stauros – (TE) // “Eat. It” – Castelbasso – (TE) a cura di F. Referza // 2007 – “Tanathos” – Primo Piano Home Photo Gallery (NA) // “Under 30” – Galleria BLUorg (BA) // “Cantiere Videoarte” – casa di Giotto, Vicchio (FI) a cura di F. Strigoli, artista turor Tessa M. Den Uyl // “Etnorami” WS con Enzo Umbaca a cura di T. Macrì (ABA – AQ) // 2006 – Premio Microgalleria (Accademia Belle Arti L’Aquila) testo in catalogo di L. Farulli // Triennale internazionale dei giovani artisti – Marmara Universitat – Kadikoy – Istanbul (Turchia) // “Waypoints” – Loreto Aprutino (PE) a cura di M. Scuderi // “L’ozio” WS con Gulsun Karamustafa a cura di T. Macrì (ABA – AQ) // 2005 – “Premio Nazionale delle Arti” (Roma)
– SELEZIONE MOSTRE CURATE
2017 – “209949 ᶢ℮” – personale di Riccardo Chiodi, curata con Silvia Moretta, 16 Civico (PE) // 2016 – “Una mostra chiamata desiderio” – Asilo Occupato (AQ)// 2012 – “Introspecto” – personale di M. D’Oltremare MusAA, Lanciano (CH) // “Omaggio a Opałka 1965/1-∞” Auditorium Diocleziano – all’interno di (Con)fusioni, Lanciano (CH) //
Piotr Hanzelewicz (Polonia, 1978) vive in Italia. Ha fatto esperienze diverse fra loro, studi, lavori. Ama il termine cosa/cose.
Non ha approccio scientifico ma si attesta su una curiosità utile a creare sinapsi e collegamenti tra discipline diverse e lontane tra loro. Una griglia di partenza. Poi c’è tutto il resto, insomma, poi ci sono le cose.
Nota curiosa: è nato lo stesso giorno in cui è morto Paolo VI pertanto non è sbagliato affermare che uno come Piotr Hanzelewicz nasce ogni morte di papa
Informazioni:
16 Civico
Pescara, strada provinciale San Silvestro, 16
3402537653
FB: 16 Civico
Orari di visita:
Tutti i giorni, su prenotazione, dalle 18 alle 21

 

 

Riccardo Chiodi

209949 ᶢ℮

Mostra personale
a cura di Silvia Moretta e Piotr Hanzelewicz

22 aprile- 7 maggio 2017
inaugurazione: sabato 22 aprile, ore 18.30

Il titolo della mostra personale di Riccardo Chiodi corrisponde al peso netto, in grammi, della somma delle opere in esposizione. In ferro e tela, sono costruite artigianalmente, istituendo all’artista un rapporto caldo e diretto con la materia, manualmente e faticosamente assemblata e lavorata.
La tela, un tempo stracciata con l’ausilio di un sasso, è strappata a mano e ridipinta in acrilico, a ricoprire il metallo, con il fianco lacerato a vista; i ferri sono smaltati a mano. Chiodi, che è anche pugile, vive la fatica del lavoro manuale come una disciplina sportiva, e ad essa non si sottrae, ma dà vita a opere che di fatto negano la loro consistenza e pesantezza reale. Come se attuasse una riduzione degli avvenimenti contingenti a schemi astratti e ripetitivi, monocromi o bicolori (bianco/rosso), realizza opere fatte di equilibrio di volumi costruiti, in cui i rapporti interni spazio-luce raggiungono una propria autonomia, creando elementi convertibili in nuove sensazioni visive, quasi a dimostrare che “la pesantezza del mondo, e del lavoro, può essere sconfitta solo dal suo contrario”. Disciplina, reiterazione, un sapore freddo di industrial design, artigianalità (che di fatto lo colloca in una posizione antesignana del design), una protezione dell’opera data da un’impostazione severa, assistita da una rigorosa tridimensionalità tagliata a lama di coltello,
“209949 ᶢ℮” è di fatto una mostra che asserisce e nega. Il peso, rivelato ma negato dalla qualità estetica delle opere, che attiva le qualità di leggerezza e sospensione; la “sicurezza” e la perfezione denunciata e garantita delle griglie geometriche, fianchi paralleli, tondi concentrici, ma negata dalla fragilità della tela stracciata; la eco della corrente del minimalismo, per la sua aderenza alla componente geometrica, materia volta ad evidenziare le strutture in senso insieme spaziale e temporale, eppure negata dal rapporto diretto artista-materia. E così ancora lo spazialismo, l’astrattismo, l’apparenza del prodotto industriale. L’opera di Riccardo Chiodi è innanzitutto un lungo lavoro di sottrazione di peso, sostenendo di fatto anche lui, come fece Calvino nella prima lezione americana, “le ragioni della leggerezza”:

“Questo non vuol dire che io consideri le ragioni del peso meno valide, ma solo che sulla leggerezza penso d’aver più cose da dire. ” RC

Galleria 16 Civico
Strada Provinciale S. Silvestro, 16
Pescara

Ingresso gratuito

Dal 23 aprile al 7 maggio la mostra è visitabile su prenotazione
tutti i giorni dalle 18 alle 21

info:
mail:16civico@gmail.com
tel: 3402537653
web: https://16civico.wordpress.com/
fb: 16civico

 

 

silvia sbordoni-hyphe

Silvia Sbordoni
HYPHE
a cura di Maila Buglioni
Inaugurazione sabato 25 marzo, ore 18.30
Dal 25 marzo all’8 aprile 2017

[etimologia antica: tessitura. Corpo quasi filiforme in guise varie ripiegato, di consistenza carnosa, acquosa o lignosa, come nei bissi]

IFE è un progetto artistico nato studiando la forma delle muffe; con il termine “ifa” si indicano infatti i filamenti unicellulari o pluricellulari di forma cilindrica allungati che formano il corpo vegetativo dei funghi che svolgono prevalentemente funzione di assorbimento delle sostanze nutritive. Il progetto nasce quindi da alcune riflessioni sul disegno come “materia vivente”, sui cambiamenti che genera nel luogo in cui viene realizzato e su come e quanto le condizioni climatiche possano contribuire a una specifica composizione.

Tecnicamente consiste in una serie di disegni realizzati a pastello o a matita su materiali vari, utilizzando anche elementi naturali, oppure oggetti trovati nel luogo di realizzazione.

IFE è quindi un progetto in corso d’opera che ha subìto varie evoluzioni: in occasione della mostra presso 16Civico verrà presentata tutta la serie di disegni, e in oltre, come ulteriore sviluppo del progetto, una video-animazione site specific.

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Silvia Sbordoni, artista visiva (Roma 1979). Laureata in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo.
Lavora utilizzando diversi media, fotografia, video, disegno, suono. Fondamentale per la sua opera è la relazione con lo spazio, il contesto di riferimento, il paesaggio e il territorio, quindi mette in atto pratiche di osservazione del reale da cui prendere spunto per una rielaborazione in chiave immaginifica e visionaria.

Tra gli ultimi progetti artistici: Cassandre: progetto di video arte da un testo poetico di Ivan Schiavone, presentato ai Giardini della Filarmonica, Roma; Costellazione 19B: intervento di arte urbana commissionato da Poste Italiane sul muro perimetrale dell’Ufficio 150, via Federico Borromeo, Roma; Caleidoscopio: progetto di arte urbana, parco di Santa Maria della Pietà, a cura di Muracci Nostri; Land Art al Furlo VI edizione: a cura di Alice Del Vecchi, Francesca Luslini, Casa degli Artisti, Sant’Anna al Furlo (PU); – Musica per giardino senza problemi / orchestra polifonica NOÈ, Forte Portuense, Roma, nell’ambito della manifestazione Siderare, a cura di Fondazione Volume!; PANOPTICON, installazione multimediale, Casale del Mulino, nell’ambito di Open House Roma; Fantasmi Urbani – inchiesta sui cinema chiusi di Roma, Festival Internazionale del Film di Roma, MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo.

silviasbordoni.eu

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Galleria 16 Civico
Strada Provinciale S.Silvestro, 16
Pescara

Ingresso gratuito

Dal 26 marzo all’8 aprile 2017 la mostra è visitabile su prenotazione
tutti i giorni dalle 18 alle 21
info:
e-mail:16civico@gmail.com
tel: 3402537653

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Francesco Lupo
COGITO ERGO CUBO
a cura di Silvia Moretta
28 gennaio – 11 febbraio 2017
inaugurazione sabato 28 gennaio ore 18.30

Viviamo le nostre caotiche esistenze dentro cubiche stanze incastonate in cubici palazzi. Modelliamo i nostri rapporti districandoci all’interno di rigide regole comportamentali.
Cogito Ergo Cubo esplora i molteplici rapporti tra forma e sostanza mettendo in luce attraverso sculture, video e istallazioni, i limiti e le tensioni dell’una e dell’altra.
Il Cubo ci sostiene
Il Cubo ci alimenta
Il Cubo ci imprigiona

Ore19.00
– Antonio Marrone & Stefano Colombi LIVE PERFORMANCE

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BIO
Francesco Lupo nasce a Pescara nel 1985, cresce a contatto con un laboratorio orafo e impara a giocare con le forme e i materiali fino a quando tentando di fuggire da ciò che sembrava un destino già scritto e con il sogno di diventare astronauta, intraprende studi scientifici. Fu un epifania a riportarlo sulla strada dell’arte: camminando in una cava di pietra, trova un’iguana intrappolata nella roccia e decide di renderla libera.
Si forma presso l’Accademia di Belle arti di Urbino e di Istanbul, ora vive e lavora a Pescara.

Galleria 16 Civico
Strada Provinciale S.Silvestro, 16
Pescara

Ingresso gratuito

Dal 29 gennaio all’11 febbraio la mostra è visitabile su prenotazione
tutti i giorni dalle 18 alle 21
info:
mail:16civico@gmail.com
tel: 3402537653

 

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Sara Davidovics
PESCARE IN 16 TASCHE
A cura di Maila Buglioni
Inaugurazione sabato 5 novembre, ore 19
Dal 5 al 20 novembre 2016

Pescare, Azione urbana, marzo 2016
Un’indagine sulle tasche dei pescaresi ed i loro contenuti. L’artista durante un percorso nella città vecchia, in occasione di DA D’AN, Festival della poesia e arti performative, ha chiesto ai frequentatori della movida pescarese di donare “tutto ciò che avevano in tasca” per poi ridistribuire i contenuti pubblicamente segnando il percorso svolto durante la serata del 12 marzo.
(Christian Ciampoli)

Da questo intervento estemporaneo nasce il progetto per 16 Civico:
Ogni tasca, per un totale di 16 (rimando esplicito al nome della Galleria) verrà esposta con gli oggetti pescati. Ogni tasca equivarrà ad un punto di raccolta. I punti saranno dislocati nell’aerea del centro storico di Pescara.
La raccolta avverrà nei due giorni immediatamente precedenti alla mostra.
L’azione di raccolta avverrà secondo criterio di “abbordaggio” casuale dei passanti attraverso la domanda “Hai qualcosa in tasca di cui non hai bisogno e ti vuoi liberare?”
tutta l’azione verrà documentata in video.
Gli oggetti verranno poi radunati in piccoli gruppi in ordine progressivo rispetto alla raccolta e fotocopiati. Le fotocopie verranno divise in fascicoli che andranno a costruire il catalogo della mostra.
Per questo intervento verrà chiesto il coinvolgimento diretto delle copisterie del luogo, con il permesso di accedere e video-riprendere l’area di lavoro.

Il pubblico sarà invitato ad esplorare il contenuto delle tasche.
All’ingresso della galleria, esattamente nella zona di disimpegno, verranno esposti gli oggetti raccolti nella prima fase del progetto (serata del 12 marzo) con annessa mappa di riferimento.

Realizzazione delle tasche: Francesco Florio
Videodocumentazione: Fuoricampo [https://www.facebook.com/fuoricampostudio/?ref=ts&fref=ts]
Ideazione del foto-catalogo: Gianni Piacentini

Ingresso gratuito

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SARA DAVIDOVICS
Poeta, performer e artista intermediale è nata nel 1981 a Roma dove vive.
La sua ricerca ruota attorno al concetto di sovrapposizione cognitiva tra immaginazione, memoria e dati di realtà. Il luogo indagato è sempre quello della soglia e della relazione tra i segni come operazioni crossover, contaminazioni, (ri)mappature. Utilizza materiali poveri, talvolta “recuperati” e intervenendo direttamente nell’ambiente con installazioni diffuse ed happening, coinvolgendo spesso il pubblico e lavorando sull’utilizzo performativo della voce.
È autrice di scritture lineari e visuali, video-poesie, partiture per voce, libri-oggetto.
In volume ha pubblicato: Corrente (Zona, 2006); D’acque, opera finalista al Premio Antonio Delfini, Galleria E. Mazzoli, 2006); Pendìci (Plaquette d’artista, Ogopogo, 2007); Corticale (Onyx, 2010), in versione e-book (2014). Oz, viaggio astratto su quattro punti cardinali e una Coda, in concorso al Premio Elio Pagliarani, (Edizioni Oèdipus, 2016).
Tra le ultime mostre: PESCARE, installazione – doppia personale, Galleria 16 CIVICO (Pescara). 4+1 – personale, Galleria Interno 14, Roma; Land Art al Furlo, VI ed. – collettiva – Parco Museo Sant’Anna del Furlo, Marche; Generazione Y – collettiva – Museo MAXXI

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Venerdì 21 ottobre 2016, alle ore 18

16 Civico, spazio per l’arte contemporanea

presenta:

Ryan Spring Dooley

Constellation

16 Civico presenta il secondo appuntamento della stagione con un artista fortemente ispirato dalla voglia di mischiare gioia e confusione in determinate esperienze come la pittura e la videoanimazione.

Ryan Spring Dooley nasce nel 1977 nella città di Madison, Wisconsin, USA.

Cresce in una comunità di artisti insieme alla madre: pittrice e ballerina di danza contemporanea. Frequenta l’accademia di belle arti presso l’ università del Minnesota spingendo da subito la propria ricerca verso lo sviluppo di un’ arte totale, in cui tutto si contamina: musica, pittura, storia, fotografia, ceramica, scultura, video, graffiti .

Si laurea nel 1999, dopo un intenso anno trascorso all’ Università degli studi di Pavia, durante il quale ha il piacere, non solo di approfondire le proprie ricerche teoriche sulla cultura pittorica italiana, ma anche la possibilita’ di includere nella proprio percorso artistico il teatro, grazie all’incontro di Peter Schuman e del Bread and Puppets theatre.

Viaggia a lungo in Europa con importanti soste a Parigi, Madrid e Lisbona.

In Francia nascono i primi dialoghi con la strada, qui sviluppa una serie di interventi utilizzando stoffe e carta di recupero, rientrato negli Stati Uniti si avvicina sempre di piu’ al mondo della Street Art fino ad entrarne a far parte ufficialmente in seguito alla partecipazione ad un evento di writing organizzato a Chicago, da questo momento Marvin Crushler diviene il suo alterego.

Nel 2000 decide di stabilirsi in italia, tra la campagna pavese e Milano: la vita in queste piccole realta’, messa a confronto con la dispersione e la spersonalizzazione delle metropoli americane gli fa capire quanto sia importante mettere costantemente in relazione la Street Art con il luogo e la storia locale, cercando di creare un dialogo armonioso tra le due.

Sviluppa in questi anni uno stile che affonda le proprie radici nella pittura pura, ma che allo stesso tempo si estende a tutto il vasto spettro delle arti: pennello, spray, scultura e paste up si fondono insieme sulla parete.

Questi anni di ricerca artistica sono scanditi dalla partecipazione a numerose jam, mostre collettive e personalli, in cui ha l’opportunita’ di confrontare i propri punti di vista e di misurarsi con il pubblico, con il quale vuole creare un rapporto di intenso scambio di emozioni e idee, trovando soprattutto nella pittura, cosi’ come nel video, un modo dinamico e completo di comunicare.

 


 

 

salvatore insana

Salvatore Insana

NOTICE OF STORM

un progetto Dehors/Audela

a cura di Valentino Catricalà

con un intervento di Alessandra Cava

e con un testo a cura di “L’emergere del possibile” (Francesco Cazzin, Francesca Rusalen)

Sognavano catastrofi nelle notti agitate d’inverno

credevano di passeggiare per città distrutte

temevano che il sole tornasse a rovinar la festa

L’assenza. Il vuoto. Questi sono i due termini che a mio avviso possono caratterizzare il lavoro video e fotografico di Salvatore Insana.

L’idea di Notice of Storm nasce da una sparizione, una scomparsa che a un primo livello può facilmente simboleggiare l’affascinante rapporto uomo-natura, cultura e tecnica. Così come ci suggerisce l’autore: <<Mi sono fermato a contemplare queste onde che quasi arrivavano sulla strada, ad Amantea. Poi ho letto che lì in pochi anni, dopo la costruzione di un porto turistico, la spiaggia quasi non c’è più e quando il mare è agitato l’acqua arriva sulla statale. L’acqua poi continua ad attrarmi instancabilmente>>. Un discorso sulla “spropiazione” e la riappropriazione. Un discorso sul mare, uno dei simboli primari dell’uomo sin dalle sue origini, che reagisce a una condizione imposta dall’uomo: un mare che sovrasta e ritorna. Non si può cancellare il mare, proprio come il rimosso, alla fine ritorna sempre e spesso più forte di prima.

Il mare vive in queste fotografie e in questo video come spazio immaginario, come alterità mai riducibile al pensiero, alla nostra razionalità. E’ un senso di mancanza, siamo manchevoli di fronte a qualcosa di più grande, è la filosofia dell’assoluto che ha caratterizzato il pensiero umano per tanti anni. Ed è l’invito di Salvatore: come lui, annulliamoci e ammiriamo queste immagini, perdiamoci all’interno di esse, tocchiamo per un momento lo spiazzamento sensoriale che solo le migliori opere od operazioni artistiche ci possono ancora dare.

Valentino Catricalà

Il film di Salvatore Insana, Notice of storm, è un cortometraggio figlio del tempo presente e, come tale, è altro da ciò che è il presente o, meglio, da ciò che il presente dispone.

L’Emergere del Possibile

NOTICE OF STORM, un’opera video e un progetto di ricerca fotografica

concept, film, editing, sound SALVATORE INSANA

con la voce di Elisa Turco Liveri

9′, video, 2016

La mostra fa parte di Scenari Europei, festival a cura di Florian Espace.

dal 16 al 30 settembre

strada provinciale S.Silvestro 16, Pescara

http://www.16civico.wordpress.com

16civico@gmail.com

http://dehorsaudela.blogspot.it/; dehorsaudela@gmail.com

SALVATORE INSANA ha frequentato il Dams dell’Università di RomaTre concludendo il suo percorso magistrale nel 2010 con un elaborato sul concetto di inutile.
Con Elisa Turco Liveri, attrice, coreografa e performer ha creato nel 2011 la compagnia di ricerca ostinata e centrifuga DEHORS/AUDELA, con la quale ha dato vita, in collaborazione con la light designer Giovanna Bellini, e nel costante tentativo di superamento dei generi, dei luoghi e degli strumenti “deputati” a opere video-teatrali (A pezzi; Land(e)scapes, Strategia K, Perfetto Indefinito), progetti di ricerca audiovisiva (Recognition; Nero Enigma; Dove era che non ero, Lunaris), installazioni urbane e percorsi d’indagine fotografica (Space-time Lapse; Folds; Contre nature; Vacuum), workshop sperimentali (Performare il quotidiano).
Sulla via dell’inutile come non appartenenza all’idea di arte come impegno sociale, ha portato avanti la sua ricerca tra immagini in movimento, fotografia e altre forme di revisione ed erosione dell’immaginario, in lotta sulla soglia tra lirismo visivo, dissoluzione dell’orizzonte più didascalico degli eventi e ricombinazione dei codici e delle strutture linguistiche.
Ha collaborato con il filmmaker Roberto Nanni, con l’Atelier Meta-Teatro, spazio storico di ricerca teatrale diretto da Pippo Di Marca; con l’Associazione Culturale Nembostrato, con il Gruppo sperimentale Villanuccia, con la compagnia InBetweenButoh, con l’art label S.L.I.M, con LYRIKS, laboratorio interdisciplinare di ricerche artistiche;e con la Socìetas Raffaello Sanzio per il festival Màntica 2013;
Ha collaborato in percorsi di ricerca audiovisiva con i musicisti e sound artist Simone Pappalardo, Fabio Cifariello Ciardi, Giulia Vismara, Osvaldo Cibilis, Aron Carlocchia, The Additive, Frank Heierli, Tobias Faar, Ynaktera, Playing with Nuns, Leira Kabuki, Nino Martino, Santiago Merino, Francesca Sortino, Girolamo Deraco, Jacob Kirkegaard, Clayton Alpha, Moloch Cinematic Tet, e con la label Brusionetlabel.
Le sue opere sono state selezionate per diversi festival in Italia e all’estero (Arte Video Roma Festival, DotFest, Traverse-Video, Vafa Macao, Bang festival, Image contre Nature, Niff – Naoussa, Sguardi Sonori, Onda Mediale,Videholica, 9hundred project, Current Santa Fe, Fiva Buenos Aires, WestVirginiaShortFilmFestival, LuccaFilmFestival, Magmart, Fonlad, PesaroFilmFestival).
Salvatore Insana è uno degli autori invitati a far parte del progetto 100X100=900 (100 videoartist to tell a century), e fa parte del catalogo di VISUAL CONTAINER, italian videoart platform, del C.A.R.M.A., centro d’arti e ricerche multimediali applicate, di NOMADICA, centro autonomo per il cinema di ricerca, di ART HUB, piattaforma online degli artisti che operano nella video e sound art, di P’SILO, vidéothèque del festival Image contre Nature, di SOUVENIR FROM EARTH, prima cable tv dedicata all’arte contemporanea, visibile in Francia e Germania, di ARTE ALTER ‘COLLECTION, collezione online di KaosArt, Avilés, Spain e di VIDIVIT.
Attualmente sta lavorando al progetto Planimetrie, selezionato per AnghiariDanceHub2016, sta collaborando con il coreografo Tommaso Serratore per il progetto Il Coraggio di stare (Lavanderie a Vapore, Torino, festival OrienteOccidente, Rovereto) e con il gruppo E-Motion per il progetto Apriti ai nostri baci (debutto a ottobre 2016);

 

 

dad'an-immagine

DA D’AN, festival di poesia e arti performative, a cura di Lucia Zappacosta con la direzione scientifica di Franca Minnucci, è un evento itinerante organizzato dall’Associazione Culturale Contemporary in collaborazione con 16 Civico arte contemporanea, il Polo Museale d’Abruzzo e la Presidenza del Consiglio Comunale, che si svolge nella città di Pescara il 12 marzo in occasione dell’anniversario della nascita di Gabriele D’Annunzio.

A partire dal Museo “Casa Natale G. D’Annunzio” DA D’AN si snoderà per tutta la notte in una passeggiata nella quale si alterneranno le letture e le performance di importanti poeti e scrittori contemporanei ed artisti visivi, provenienti da diverse regioni d’Italia che animeranno Corso Manthonè, le abitazioni dei palazzi borghesi aperti per l’occasione ed i balconi della via, centro culturale e nevralgico dell’antica città.

ARTISTI

Dona Amati, Tomaso Binga, Annarita Borrelli, Salvatore Cammilleri, Sabino Caronia, Già Centini, Christian Ciampoli, Laura Cionci, Marina D’Attanasio, Stefano D’Ettorre, Sara Davidovics, Piotr Hanzelewicz, Le costole di D’Annunzio, Ugo Magnanti, Mic, Franca Minnucci, Anna Pieramico, Giulio Scocchia, Leo Strozzieri, Gloria Sulli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

gene--16-civico---inaugurazione-20-dicembre-2015

 

Eureka!
presenta
 “GENE”
a cura di Caterina Arena e Salvatore Camilleri
dal 20 dicembre 2015 al 6 gennaio 2016
 
presso gli spazi di
 
16 CIVICO
 
Gene” è una collettiva di artisti di diversa natura che esprimeranno la propria visione del concept attraverso il mezzo video.
L’evento avrà luogo durante il periodo del Natale e si animerà ispirandosi alla natività, per poi accedere a nuovi territori interpretativi derivati e correlati. Gli artisti esprimeranno il loro punto di vista attraverso i propri linguaggi. “Gene” prevede la partecipazione di più spazi espositivi che accoglieranno la proiezione video quasi in contemporanea sul territorio nazionale.
16 Civico è tra gli spazi che, sul territorio nazionale ospiterà il progetto GENE.
Artisti:
Caterina Arena
Annarita Borrelli
Salvatore Camilleri
Gianni Colangelo Mad
Fiorenza Drago
Dusty Eye / Exploding Kittens
Nicola Fornoni
Luca Iannì
Igor Imhoff
Salvatore Insana
Francesca Lolli
Eleonora Manca
Nunzio Pino
Tommaso Pedone
Lino Strangis
Alfonso Siracusa
Manuela Trobia

16 Civico è uno spazio finalizzato a promuovere l’arte contemporanea in un contesto al di fuori dei sistemi convenzionali, un luogo in continua trasformazione che si trova ai confini della città di Pescara, a pochi metri di distanza dalle spiagge del mar Adriatico. Il territorio che lo accoglie è protagonista di una metamorfosi lenta ed incerta, che nel tempo continua a stratificarsi in un luogo denso di storia e cultura. In questo contesto, a metà tra il paesaggio naturale e la progressiva industrializzazione, attraverso l’innalzamento di edifici e supermercati, 16 Civico ha l’obiettivo di accogliere artisti nazionali ed internazionali, ai quali saranno affidati gli spazi abitativi durante periodi di residenza.

 

16 civico

https://16civico.wordpress.com/

Strada provinciale S.Silvestro ,16, 65132 Pescara

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